Il talento delle diversità

Sono unici sì, nel talento artistico. Questo è il messaggio che la mostra sta evidenziando con la forza dei colori e delle forme impressi su carta e tela, una galleria nelle Gallerie d’Italia che dal giorno del suo debutto, il 29 marzo scorso, sta riscuotendo il plauso di pubblico e critica. I media ci stanno dando molto spazio (lo potrete vedere nei prossimi giorni nella sezione “stampa”), le famiglie si stanno stringendo intorno all’evento che ha destato l’anima di tutti, non solo degli autori.
Un decollo importante quello di Milano, perché abbiamo lavorato in tanti per assicurare massima visibilità e valore all’allestimento. Per questo dobbiamo ringraziare lo staff di Gallerie, hanno studiato tutto nei minimi particolari per poter dare risalto anche al più piccolo dettaglio.
Il tavolo rotondo collocato quasi al centro della sala è un’isola di pensieri e di confronti.

E’ stato pensato per invitare i visitatori a penetrare con la calma necessaria le tante storie che popolano questo racconto per immagini. Come ha detto Francesca Lussignoli, bresciana, l’arte di questi ragazzi è come un grande abbraccio, non bisogna sfuggirgli ma farsi comprendere tutti. Come fosse un’emozione, un brivido che ci percorre da capo e piedi. Solo allora potremo davvero penetrare il mondo interiore degli autori e farlo nostro. Bando agli sguardi superficiali queste opere, ceramiche comprese, cercano una comprensione profonda, perché – dice sempre Francesca – “è li che ci potete trovare“.

Sono protagonisti del loro tempo, proprio come ciascuno di noi. Cercano un piccolo palcoscenico dove esibire le proprie capacità. Eccome se ne hanno. Il cameraman di un’importante tv nazionale ci ha detto: “ho ripreso tanti autori importanti in trent’anni di carriera, ma non ho mai ascoltato niente di più vero e di più bello, questi si che sono artisti“. Ecco, come vedete anche le parole hanno la forza di un pennello, possono dipingere una realtà che se raccontata direttamente dagli autori prende corpo, volume, significato.
Stefania Giancane, simpaticissima, ha chiesto di ammirare le sue opere “ed essere felici”. Come potremmo non esserlo? sarebbe come perdere un’occasione. Un invito così non si rifiuta mai.

La parole dunque sono un mezzo. Ce lo ricorda anche Roberta Biondini, allieva dell’Accademia di Belle Arti Carrara di Bergamo, autrice dell’installazione Medium, due schermi che in un loop di dissolvenze fanno riflettere sul come l’atto creativo – di cui la parola è principale espressione – possa essere, ancora prima del risultato, opera esso stesso. La riflessione ci porta lontano e ci fa capire che è nel divenire che un talento si manifesta più chiaramente, nella fatica e nel tempo che impiega a costruirsi. Per noi che abbiamo ideato e organizzato l’evento l’autismo è una scuola che insegna tutti i giorni qualcosa di nuovo. Siamo noi i primi ad imparare, i primi a dover capire.

Il viaggio è ancora una volta all’inizio. Torna in una città diversa per arricchirsi di nuove conoscenze. Ci auguriamo di essere così tanti da essere costretti ad aggiungere un vagone per ogni stazione toccata dai binari. Questi si fermano in Piazza Scala. Centralissimi. Vi aspettiamo.

aprile 7, 2018

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