Palazzo Strozzi, pubblici speciali e nuovi linguaggi

È stato un caso come spesso accade nella vita: la scritta Laboratory for autistic people intravista sulla porta vetrata all’interno di Victoria & Albert Museum, una conversazione casuale con Antonella Loiero, direttore mostre della Fondazione Palazzo Strozzi, con cui mio marito, Francesco Bigazzi, intratteneva rapporti di lavoro. All’inizio del 2012 mi sono trovata a colloquio con Irene Balzani, responsabile Accessibilità, e Cristina Bucci.
All’epoca lavoravano entrambe per il Dipartimento Educativo della Fondazione di Palazzo Strozzi, mentre il Centro Casadasè, gestito dall’Associazione Autismo Firenze, era nato da pochi mesi.
Ci siamo trovate subito in sintonia. Loro, convinte che i musei devono trovare linguaggi nuovi per accogliere i pubblici speciali, noi, di Autismo Firenze, determinati a dare ai nostri ragazzi autistici l’opportunità di vivere un’esperienza particolare in mezzo agli altri.
A partire da La primavera del Rinascimento, i gruppi di utenti di Casadasè hanno potuto visitare tutte le mostre allestite al piano nobile di Palazzo Strozzi.
All’inizio della nostra collaborazione i gruppi erano composti da persone ad alto funzionamento, poi anche le persone con maggiori difficoltà hanno iniziato a visitare le mostre. La progettazione è un lavoro comune, portato avanti da educatori museali insieme a quelli specializzati nell’autismo. Per ogni esposizione si studia un percorso specifico e vengono preparate attività ritenute adatte alle caratteristiche del gruppo. Talvolta, nella fase progettuale, sono coinvolti anche i ragazzi che frequentano il centro Casadasè.
Nel 2015, su richiesta di Irene e Cristina, è stato organizzato anche un breve corso di formazione dedicato all’autismo. Otto incontri, suddivisi tra teoria e osservazione delle attività svolte presso Casadasè, sono stati seguiti complessivamente da circa 20 operatori museali.
Quell’anno la Fondazione di Palazzo Strozzi ha riorganizzato il Dipartimento Educativo e le strade di Irene e Cristina si sono divise. Entrambe portano avanti il lavoro intrapreso insieme.
Nel 2016, l’Associazione Autismo Firenze ha firmato con la Fondazione di Palazzo Strozzi un accordo di collaborazione in base al quale, una volta al mese, le mostre si aprono anche ai gruppi esterni. Ad accoglierli ci sono Irene e Lorenzo Fazzi, psicologo, educatore specializzato nell’autismo, che lavora a Casadasè. Abbiamo iniziato a costruire i materiali visivi per facilitare agli utenti autistici l’accesso alle mostre e la comunicazione. Ogni evento è una nuova sfida che ci stimola ed arricchisce.
Nel frattempo si è consolidata la collaborazione tra Autismo Firenze e l’associazione culturale L’immaginario di cui Cristina Bucci è cofondatrice insieme a Chiara Lachi. Insieme abbiamo realizzato alcuni progetti al Museo Marino Marini e intrapreso un percorso alla Galleria degli Uffizi, ma soprattutto, come ben noto, ci dedichiamo con passione a L’arte risveglia l’anima, un viaggio che continua ad entusiasmarci offrendo spunti sempre nuovi e sorprese inaspettate.
Il corso Musei Arte Autismi, che a Milano alle Gallerie d’Italia è stato molto apprezzato, ci permette non solo di condividere tutte queste esperienze con altri operatori museali e con gli educatori specializzati nell’autismo, ma offre ai partecipanti una straordinaria opportunità per scambiare competenze e opinioni.

 

settembre 10, 2018

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