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Una rivoluzione chiamata ‘accessibilità’

Una rivoluzione in atto. Anche se suona meglio in inglese – Revolution in the making – la sostanza non cambia: c’è una rete di musei che sta cambiando prospettiva e giudizio sulle persone neurodiverse, sta lavorando per rendere accessibili, intellegibili, tangibili, interattive, le proprie collezioni, per creare ponti di comunicazione tra l’arte e le persone nell’autismo. Dei passi fatti e di quelli ancora da fare si è parlato a lungo durante l’incontro IN-SERVICE che si è tenuto il 28 ottobre presso l’Auditorium della Fondazione CR Firenze e a cui hanno partecipato oltre 50 dei 123 professionisti formati nelle varie edizioni di Musei Arte Autismi (Milano, Firenze, Ancona e Torino).

Il museo per tutti è un museo che fa dell’accessibilità il suo punto di forza, un museo che investe in formazione e tempo. Diversamente, come potremmo capire uno sguardo, un disegno, una parola, andare incontro alle domande, alle naturali curiosità delle persone neurodiverse? Ecco perché il nostro ritrovarci attorno a un tavolo vuole significare tutti i tavoli che è necessario organizzare fuori e dentro gli ambiti museali per affinare l’ascolto e la comprensione reciproca. Non parliamo di promesse a lungo termine, di idee astratte, ma di un movimento che abbia linee guida e strumenti con cui costruire o consolidare l’inclusione delle persone neurodiverse.

Va in questa direzione il progetto MUSEI BLU: in occasione della giornata mondiale della consapevolezza autistica (2 aprile 2020), alcune importanti gallerie italiane presenteranno i propri programmi dedicati alle persone autistiche all’interno di una piattaforma web finalizzata a promuovere iniziative per l’equità, l’accessibilità e l’inclusione. Sarà proprio il blu, colore scelto dall’ONU per stigmatizzare il bisogno di conoscenza della questione autistica, a rappresentare quei musei che aderiranno alla rete promuovendo la cultura dell’accoglienza e dell’accessibilità.

Polifonico, inclusivo, partecipativo, questo è il museo che auspichiamo e che vorremmo sostenuto da politiche culturali che aiutino a sviluppare riflessioni e pratiche educative dedicate alla neurodiversità. Tra i tanti progetti avviati e presentati durante il convegno anche Musei…che meraviglia!!!, sperimentato di recente dal Museo della Grafica di Pisa (Palazzo Lanfranchi) dove il prossimo 13 dicembre approderà la nona tappa della mostra itinerante L’arte risveglia l’anima, accompagnata dalla sesta edizione del corso di formazione Musei Arte Autismi.

Lo dimostrano bene le attività dedicate dal dipartimento educativo della Fondazione Palazzo Strozzi. Il progetto si chiama Sfumature e prevede un percorso calendarizzato per ogni mostra promossa dalla sede espositiva. Sotto il coordinamento di Irene Balzani, responsabile del settore, le persone con autismo vengono introdotte nelle sale per iniziare l’osservazione e fare esperienze sensoriali. Ogni passo viene concertato preventivamente con gli educatori dei vari centri così da poter costruire un itinerario senza sorprese, cucito sulle esigenze di ciascun visitatore. “Quello che ancora manca – sottolinea Balzani – è un dialogo maggiore con il territorio, con le famiglie, il creare una proposta ad hoc che le possa convincere dell’importanza di queste pratiche di accoglienza e accessibilità museale”. Un’esigenza sentita anche presso la sede milanese di Gallerie d’Italia dove le attività dedicate ai ragazzi autistici sono letteralmente decollate dopo il corso di formazione Musei Arte Autismi del 2017. “Sono tantissime le richieste, anche specifiche, come quella di una precisione linguistica e argomentativa da parte di noi educatori”, sottolinea la storica dell’arte Elisa Negri. “Il progetto, che abbiamo chiamato Museo per me, vuole creare un itinerario che tenga conto delle specifiche di ognuno, senza niente di preordinato, e metta le persone neurodiverse in stretto contatto con l’arte”.

Complessivamente sono stati presentati 15 progetti. Ben due provenienti dalla Regione Campania dove le Gallerie d’Italia di Napoli in collaborazione co l’ANGSA Campania (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici) ha creato i percorsi volti a favorire la partecipazione di classi con alunni in condizione autistica, mentre il Parco Archeologico di Paestum, grazie alla collaborazione con la Cooperativa il Tulipano, ha ideato Un tuffo nel blu, dedicato a famiglie e scuole con bambini e ragazzi autistici. Un bel percorso è stato presentato anche dal Museo Archeologico di Aquileia (Friuli-Venezia Giulia).

Tanti i musei toscani, grandi e piccoli, che si sono distinti per lavori eccellenti, originali e mirati, confermando il proprio impegno nell’aprire le porte ad un pubblico molto speciale. Tra i partecipanti anche il Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato, il Museo dell’Opera del Duomo di Firenze, Santa Maria della Scala di Siena, Museo di Scienze Planetarie di Prato, Sistema Museale del Chianti e Valdarno e Il Museo del Palazzo dei Vescovi di Pistoia.

Infine due progetti singolari, uno già realizzato e l’altro ancora in fase di gestazione: Tutti a bordo, racconta il viaggio di Luca (un ragazzo autistico appassionato delle Papa mobili), da Milano a Roma dove, grazie alla collaborazione tra gli educatori di queste due città, ha potuto visitare il Padiglione delle Carrozze. Rimaniamo invece in attesa di conoscere in che modo si articolerà il progetto per la Galleria dell’Accademia Carrara di Bergamo, a cui una delle artiste de L’arte risveglia l’anima ha già dedicato, con successo, la sua tesi di laurea.

 

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