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Un mese al Museo della Grafica

Basta mettersi al fianco invece di stare al centro. Simone Cristicchi, in quella bellissima canzone che è Abbi cura di me, arriva al punto con poche parole, come solo riescono le persone che usano gli occhi dell’anima e sanno andare oltre l’apparenza. In un mese di esposizione al Museo della Grafica, pare che l’effetto rivelatore delle opere abbia proseguito con successo la sua corsa. Osservandole bene, s’impara proprio questo: che non serve ci sia qualcuno a spiegare ciò che è scritto nelle forme e nei colori. Basta fare un pezzo di strada con gli artisti per comprendere l’immenso vocabolario a loro disposizione, il palcoscenico su cui desiderano salire per raccontare e raccontarsi.

L’arrivo a Pisa de L’arte risveglia l’anima, ha fatto anche di più: ha richiamato l’attenzione di varie realtà dedicate alla questione autistica e stimolato una catena di eventi e incontri sul tema della neurodiversità. L’obiettivo, va da sé, non è definirne confini e dimensioni, ma promuoverne le potenzialità. Lo sa bene Stella Maris, da sempre impegnata, oltre che nella cura, nella formazione e nella disseminazione dei risultati delle ricerche scientifiche; Autismo Pisa che lavora per creare occasioni di condivisione nella zona di Pisa, Valdera e Valdicecina, e tutte quelle realtà come Banca Intesa, Aims to Trials, Autism research for Europe, Cinema Caffè Lanteri e Cinema Arsenale che hanno sposato la causa ben intuendo che “basta mettersi al fianco” invece che al centro per aiutare i nostri artisti sulla strada dell’autonomia e supportare la costruzione di un nuovo paradigma museale.

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